lunedì, 02 novembre 2009, 07:43
Originale performance su Tiziano dei ragazzi ladini del Cadore al teatro dei frari a Venezia
venezia luciaOriginale performance su Tiziano dei ragazzi ladini del Cadore al teatro dei frari a Venezia
Di Anna Paola Zugni-Tauro

Casa di TizianoL’UNIONE LADINA d’Oltreciusa, che comprende San Vito, Borca e Vodo, è stata invitata al Teatro dei Frari a Venezia per la recita di “La tavolozza di Tiziano”, omaggio all’Artista cadorino, il “divin pittore”.
Lo spettacolo ha già ottenuto ampio successo di apprezzamenti e di pubblico all’ “Eden” di Cortina, a Costalta in Comelico e naturalmente a San Vito con ben tre repliche.
Però presentare Tiziano proprio a Venezia e ai Frari ha entusiasmato i venti giovani attori ed ha dato giusta soddisfazione al Presidente dell’Unione Ladina Daniele Lucia, alla Maestra Lucia Talamini, autrice del testo, al regista Claudio Michelazzi ed ai costumisti.
E’ stata una serata caratteristica e gioiosa, guidata dagli organizzatori in costume ladino, giocata su di un palcoscenico con lo sfondo delle Dolomiti, sul quale all’inizio e alla fine veniva proiettata la famosa “ Assunta” dei Frari. Riassumiamo in breve la trama: Tiziano vive a Venezia e gli viene commissionata per la chiesa dei Frari la pala dell’altar maggiore raffigurante la Madonna Assunta in cielo.
Ma invano cerca la sua ispirazione: gli mancano i colori del paesaggio cadorino, perciò egli decide di partire da Venezia e di ritornare a Pieve di Cadore. Lì ritroverà il suo mondo, le sue luci, le tinte che arrossano le crode, l’oro che lumeggia i cieli, il bianco candido che abbellisce il paesaggio. Come rendere teatrale questo immaginario racconto?
Un ragazzo mima Tiziano e la voce di Lucia Talamini recita per noi il significato della gestualità.
Palazzo della Magnifica Comunità di Cadore. Gli allievi delle scuole medie ed elementari fanno il resto: abbigliati con vivaci costumi e intrecciando varie danze su musiche di montagna, portano al pittore nastri variopinti con le tinte che cerca per il suo dipinto. Infine entra un graziosissimo gregge formato da pecorelle: sono i bambini delle elementari!
La freschezza di questo racconto immaginario è affidata all’entusiasmo dei giovani protagonisti e all’ allegra partecipazione dei piccoli. Ne scaturisce un insegnamento che andrebbe diffuso e imitato: la vera crescita positiva delle nuove generazioni nasce dalla conoscenza, dal rispetto e dall’amore per l’arte e per la natura, valori personalmente rappresentati e vissuti.
Ci auguriamo che altre sedi invitino il simpatico gruppo, anche in occasione della dichiarazione dell’Unesco sulle “ Dolomiti patrimonio dell’Umanità”. Se lo meritano tutti:i maestri, gli scolari, e l’Unione Ladina che coltiva in modo così originale ed efficace le proprie tradizioni.

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lunedì, 26 ottobre 2009, 15:02
Un cartone animato in dialetto racconta la storia dei veneti. E spopola su internet
Dino da Sandrà protagonista di una serie di animazioni
nate in collaborazione con il Consiglio Regionale

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giovedì, 22 ottobre 2009, 17:06
Si legge sempre meno: ignoranza di ritorno

Se Padova piange, Udine non ride; anche se nell'ateneo friulano non sono stati registrati casi eclatanti di "ignoranza di ritorno".
«All'Università di Udine - spiega il rettore Cristiana Compagno - non rileviamo situazioni patologiche diffuse per quanto riguarda la non conoscenza della lingua italiana.
Tuttavia anche nel nostro ateneo - prosegue Compagno - dopo i risultati dei test d'ingresso abbiamo ritenuto opportuno organizzare delle iniziative di sostegno per gli studenti, soprattutto di area umanistica, per migliorare la comprensione del linguaggio scientifico e la capacità di lettura e di sintesi di testi universitari. Che le competenze linguistiche degli studenti siano sotto osservazione da parte dei professori universitari, lo dimostra anche il fatto che di recente l'argomento è stato discusso nella Conferenza dei presidi delle 21 facoltà italiane di Lingue e letterature straniere, come rivela la presidente dell'organismo, la professoressa Antonella Riem, preside della facoltà di Lingua dell'Università di Udine.E' noto che i giovani leggono e scrivono sempre meno,inoltre, con il depotenziamento generale dell'educazione, a partire dai primi livelli scolastici, l'immaturità della competenza linguistica e metalinguistica è una conseguenza. Il livello è sceso alla media americana.
A.L.

Preoccupa non solo iI rapporto con la grammatica, l'ortografia, la sintassi, ma soprattutto l'incapacità di ragionare in maniera astratta.

Certo, tra gli studenti universitari c'è chi ignora cosa sia una "velleità", non conosce il significato  di "intonso", ma il nodo del discorso è un altro: abbiamo di fronte una generazione cresciuta all'interno di una cultura televisiva frammentaria, a suon di telefonini, i-pod, computer.
Le informazioni sono reperibili ovunque, ma non si riescono a mettere a fuoco i concetti.

Il professore Fabrizio Tonello, corso di Istituzioni politiche nordamericane a Scienze politìche, lancia l'allarme.
"Contro gli svarioni pensiamo in prospettiva a rendere obbligatoria l'idoneità alla scrittura in italiano senza la quale non ci si può iscrivere all'anno successivo: bisogna che a livello d' Ateneo si prenda atto della realtà.
Niente laurea a chi non ha capacità linguistiche minime.
Per ora i corsi dì recupero sono volontari, ma rispetto allo stato dell'immatricolazione media servirebbe un'azione complessiva di supplenza culturale'.
Per Tonello urge intervenire nel sistema fonnativo a monte.
"Come la scuola superiore ci consegna  questi ragazzi?
In Italia in maniera del tutto insensata si rinuncia a investire sulta didattica, ma le capacità di pensare, agire, lavorare, produrre cultura non cresce da sola.
A Napoli dicono "nessuno nasce imparato" e hanno ragione.
«Le matricole dì oggi - riassume Tonello - sono in difficoltà soprattulto per l'interpretazione un testo.
Significa che un domani non sapranno decifrare la lettera dell'amministratore di condominio o l'estratto conto della banca.
Soffriamo di una propaganda antiintellettuale che esalta l'ignoranza".
F.Ct

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giovedì, 22 ottobre 2009, 16:40
Zero in "itagliano"
Istituiti corsi di grammatica e ortografia
 
Per continuare gli studi bisogna conoscere l'italiano.

Sembra un'ovvietà, eppure la padronanza della lingua è diventata una "precondizione" per continuare l'università.
L'idoneità alla scrittura in italiano diventa chiave d'accesso all'anno successivo.

La facoltà padovana di Scienze Politiche corre sul binario di iniziative già avviate a Ca' Foscari a Venezia dove, tre anni fa, venne istituito un test di italiano: chi non lo supera non sì laurea.

E a Venezia gIà nel 1997 cominciarono i corsi di italiano scritto per studenti. L'ipotesi dello "sbarramento padovano" parte dalla consapevolezza dell'ignoranza dimostrata dagli universitari nei test d'ingresso e nei compiti durante l'anno accademico, popolati di strafalcioni.

Una presa di coscienza che ha portato alla costituzione del "pronto soccorso linguistico", sorta di terapia d'urto per maggiorenni in ambasce grammaticali.

Studenti perennemente indecisi sull'apostrofo, tanto più quando si tratta di "qual è" o del solìto "un altro" (per poi magari dimenticarlo su "un'amica"), coi classici dilemmi legati a "io do" e "lui dà".

Quelli che «l'autopresentazione mi porta ha migliorare». Quelli che «mi sono diplomato nell'anno scolastico 1998·1999 che l'ho concluso con il diploma», e quelli che, «se avevo tempo, facevo qualcosa", buono per il parlato, ma non per una tesi universitaria dove il congiuntivo sarebbe d'obbligo.

Chicche e svarioni da matita blu raccolte da Matteo Viale, assegnista di ricerca di Linguistica italiana al Dipartimento di Romanistica, allievo di Michele Cortelazzo, il docente di Grammatica italiana che ha insegnato ai pubblici dipendenti a non incagliarsi nel burocratese.

La riscossa parte da moduli di 25 ore per il "ripasso" dei fondamentali. «Si possono individuare - spiega Viale, coordinatore del "pronto soccorso" tenuto lo scorso anno mentre a Scienze politiche ne sta partendo un secondo, diretto dalla collega Chiara di Benedetto - molteplici categorie d'errore.
I più banali sono quelli di ortografia, con gli studenti che si arenano su doppie, accenti, apostrofi, incapaci di distinguere un verbo da una preposizione.
Poi ci sono quelli più ostici di sintassi: costruzione del periodo, gestione della frase, tempi verbali che non tornano. AI livello più profondo troviamo l' inabilità all'organizzazione logica del testo, a mettere le informazioni ua dietro l'altra in modo ragionato e armonioso».

Hai detto niente:  se si pensa che anche alcuni studenti di Lettere, avviati all'insegnamento, hanno dimostrato
di non saper distinguere un articolo da un pronome, andando in crisi alla richiesta di effettuare l'analisi del periodo.

dal Gazzettino by Federica Cappellato

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giovedì, 08 ottobre 2009, 13:36
Prima di «Lucy» c'era «Ardi»
Ardipithecus ramidus
La prima descrizione dettagliata del più antico ominide mai ritrovato pubblicata su Science
ardiWASHINGTON - Lucy ora ha un «nuovo» antenato.
Il parziale scheletro di australopiteco femmina che finora rappresentava il più antico progenitore umano mai rinvenuto è stato «superato» da un altro scheletro femminile, già ribattezzato «Ardi», da «Ardipithecus ramidus», una specie di ominide vissuta oltre 4.4 milioni di anni fa.
L'annuncio viene dalla rivista «Science» il 2 ottobre con un numero speciale che contiene ben 11 lavori scientifici sull'argomento.
MA NON È «L'ANELLO MANCANTE» - Ardi , che è stato scoperto in Etiopia, non è ancora il più volte evocato «anello mancante», l'antenato comune fra scimmie e uomini, ma ci porta molto più vicino ad esso ed è più antico di oltre un milione di anni rispetto a Lucy.
L'analisi di cranio, denti, pelvi, mani, piedi, e altre ossa rivela un «mix» di tratti primitivi che Ardi condivide con i suoi progenitori, i primati del Miocene, ma rivela anche caratteristiche presenti solo in ominidi di epoche posteriori.
NE' SCIMMIA NE' UOMO - «Con l'Ardipiteco abbiamo una forma non specializzata che non è evoluta molto rapidamente verso l'Australopiteco.
Così, se analizziamo il corpo dalla testa ai piedi troviamo un mosaico, che non corrisponde né a uno scimpanzè né a un uomo» ha sottolineato Tim White della University of California at Berkeley, uno dei principali autori della ricerca. Questi articoli contengono un enorme quantità di dati raccolti e analizzati grazie a uno sforzo di ricerca internazionale e aprono una nuova finestra su un periodo dell'evoluzione umana su cui ancora sappiamo molto poco e in cui i primi ominidi stavano stabilendosi in Africa dopo essersi differenziati dai propri progenitori, che avevano in comune con le scimmie africane» ha aggiunto Brooks Hanson, vice direttore di Science.
In Italia, il documentario su Ardi andrà in onda in prima tv esclusiva venerdì 4 dicembre alle ore 21 su Discovery Channel.
dal "Corriere della Sera" 
 
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sabato, 03 ottobre 2009, 07:34
Il libro: La matematica oggi "un gioco da ragazzi"
 
Indovinelli e aneddoti per imparare ad amare i numeri.

A Treviso la presentazione dell’opera di Giorgio Tomaso Bagni e Furio Honsell.

La matematica si annida nella quotidianità. Lo dice­va anche il matematico ri­nascimentale Luca Pacioli, considerato l’inventore della mo­derna ragioneria.
E dalle intuizioni di Pacioli sono partiti Giorgio To­maso Bagni e Furio Honsell per tra­sformare numeri e statistiche in un gioco alla portata di tutti nel li­bro, presentato oggi a Treviso, Cu­riosità e divertimenti con i numeri (Aboca editore).
Per lavarci i denti usiamo un al­goritmo.
Anche per fare la doccia, preparare un caffè, parcheggiare l’auto.
Ogni successione di movi­menti non è casuale, ma governata dalla matematica, appunto.
Che de­cide le nostre azioni, tira i fili di vi­te e destini, pervade la realtà di tut­ti i giorni.
Una rivelazione che gli autori raccontano in modo gioco­so, «cercando di promuovere lo spirito matematico in maniera di­vertente », come spiega Honsell, ex rettore dell’Università di Udine.

Chi s’immagina i geni dei numeri come persone tristi e introverse, sbaglia. «I matematici sono perso­ne creative, intuitive, con un gran­de senso dell’umorismo — sottoli­nea Honsell —.
Tanto che l’attività quotidiana che più si avvicina al­l’intuizione matematica è quando si coglie l’humor di una battuta di spirito».
L’odio per una materia conside­rata ostica?
Lo spauracchio per nu­meri e tabelline?
Muri che il libro ha intenzione di abbattere con una risata.
«Perchè la matematica in re­altà è divertente - sostiene Honsell - sembra arida e noiosa solo per colpa dei programmi scolastici mi­nisteriali, ripetitivi».

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mercoledì, 09 settembre 2009, 18:20
lo staff
tuttiperunounopertutti

Angela,MariaRosa,Elisabetta,Francesco,
Danila,Capo d'Istituto,Anna,Valeria,
vi danno il benvenuto in questo nuovo anno scolastico.
Buon lavoro a tutti. 

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domenica, 06 settembre 2009, 14:10
L’approccio metafonologico nel percorso di apprendimento della scrittura

in collaborazione con
ULSS 1 - U.O. NEUROPSICHIATRIA INFANTILE
Belluno

E’ un progetto di formazione professionale del C.T.I. di Belluno (in continuità con quella di “Tutti i bambini vanno bene a scuola”) rivolto ad insegnanti di classe 1^ primaria, in collaborazione con l’ULSS 1, per approfondire le conoscenze acquisite in questi anni sulla didattica dell’apprendimento della lettura e della scrittura.

 

ANNO SCOLASTICO 2009/2010
GIORNATA DI FORMAZIONE
11 settembre 2009
Scuola primaria di Castion.

In questa giornata formativa vengono affrontate le conoscenze che
permetteranno di seguire il progetto stesso.
Prevede una parte di approfondimento teorico e un
momento applicativo, a dimensione laboratoriale.

Programma:

9.00  9.15

dr. Fulvio De Bon Responsabile CTI Belluno
Saluti e presentazione del progetto.

9.15 10.45

Maria Chiara Marzoli - Logopedista CTI
L’approccio metafonologico nell’acquisizione della lingua scritta;
I livelli di acquisizione della lingua scritta.

11.00 13.00

Maria Chiara Marzoli, Enrica De Zordi, Diana Piovesan,
Lucia Colleselli - Logopediste CTI e ULSS1
Laboratorio sull’individuazione dei diversi livelli di acquisizione della scrittura

Pausa pranzo

 

14.30 17.30

Maria Chiara Marzoli, Enrica De Zordi, Diana Piovesan,
Lucia Colleselli - Logopediste CTI e ULSS1
Laboratorio metafonologico. Progettazione di attività didattiche relative ai livelli. Restituzione in grande gruppo

A fine giornata verrà consegnato un piccolo manuale curato dalle
logopediste.

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venerdì, 28 agosto 2009, 11:41
le nuove regole per diventare insegnanti
Gelmini: «Si passa dal semplice sapere al sapere insegnare»

Cambia radicalmente la formazione degli insegnanti.
Quattro le grandi novità, presentate dal ministro dell'Istruzione Gelmini:
COMMISSIONE - Il regolamento è il frutto del lavoro della Commissione presieduta da Giorgio Israel, cui è seguito un primo confronto con il mondo della scuola e delle associazioni del settore. «L’obiettivo della riforma è garantire una più equilibrata preparazione disciplinare, didattica e pedagogica nel corso delle lauree magistrali e lo svolgimento di un anno di percorso, il Tirocinio Formativo Attivo, direttamente a contatto con le scuole» spiega il ministero.

SCUOLA PRIMARIA - Con il nuovo sistema, per insegnare nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria sarà necessaria la laurea quinquennale, a numero programmato con prova di accesso che consentirà di conseguire l’abilitazione. Sono rafforzate le competenze disciplinari e pedagogiche ed è previsto un approfondimento in laboratorio per l'inglese e le nuove tecnologie. In tutti i percorsi ci saranno insegnamenti dedicati al lavoro con alunni disabili.

SCUOLA SECONDARIA - Per insegnare nella scuola secondaria di primo e secondo grado saranno necessari la laurea magistrale e un anno di tirocinio formativo; ci sarà una prova di ingresso alla laurea magistrale a numero programmato basato sulle necessità del sistema nazionale di istruzione, composto da scuole pubbliche e paritarie. Il tirocinio prevede 475 ore a scuola sotto la guida di un insegnante tutor; rispetto alla SSIS (scuola di specializzazione per l'insegnamento secondario), viene evitata la ripetizione degli insegnamenti disciplinari per concentrarsi su tirocinio, laboratori e didattica.

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venerdì, 28 agosto 2009, 11:05
Il saluto di Belluno agli eroi di Falco
Bare bianche, applausi e dolore silenzioso.
Il Leone del Suem in volo, il messaggio del Papa, il cordoglio di Galan. La folla per l'addio alle quattro vittime della missione sul monte Cristallo.

 
BELLUNO - Il volo del Leone del Suem 118 ha portato l’ultimo saluto, con due rapidi passaggi sulle bare, ai quattro uomini del Soccorso Alpino morti sabato scorso nello schianto dell’elicottero Falco di Pieve di Cadore sulle pendici del Cristallo mentre erano in missione.

Oltre cinquemila persone hanno accolto in silenzio l’arrivo al Duomo di Belluno l'arrivo delle bare bianche. Le salme di Dario De Felip, Marco Zago, Fabrizio Spaziani e Stefano Dal Forno erano scortate dai fuoristrada del Soccorso Alpino. Al momento di alzare le bare, si è levato un lungo applauso.

Il Duomo era colmo di persone, così come la grande piazza antistante dove sono state deposte decine di corone di fiori. Il presidente del Veneto, Giancarlo Galan, prima di partecipare al rito funebre, ha reso omaggio alle vittime nella camera ardente e ha voluto porgere personalmente le condoglianze ai familiari.

«Non c’è amore più grande che quello di donare la vita per i propri amici - le parole del vescovo Giuseppe Andric nel corso della messa -. Ciò dà senso a tutti i misteri». Monsignor Andric, durante l’omelia, ha sottolineato il valore del sacrificio dei quattro operatori del Suem: «Ogni tempo della vita porta un mistero ma è l’insieme dei misteri che fa la vita, anche se ciò che si compie è incomprensibile. Chi ama non morirà mai e ciò è più intenso per chi accorre nel silenzio della montagna, davanti alle rocce, pur conoscendo la fragilità delle cose. L’amore che grava su di noi - ha concluso il vescovo - non è un compito, amiamo così come chi è pronto a correre in soccorso degli altri a rischio della propria vita».

Alla cerimonia, chiusi in un silenzio cupo, familiari delle vittime, autorità, uomini e donne del Suem 118 e del Soccorso Alpino e una delegazione di Scoiattoli di Cortina con cui Fabrizio Spaziani, medico del Suem, aveva partecipato alla spedizione sul K2 per il 50° anniversario della conquista della montagna «degli italiani».

Il sindaco di Cortina, Andrea Franceschi, ha proclamato due giorni di lutto cittadino per manifestare pubblicamente il cordoglio e la vicinanza di tutta la popolazione. Papa Benedetto XVI ha inviato un messaggio di cordoglio ai familiari dei quattro operatori del 118. Il Pontefice ha espresso «alle famiglie il personale e profondo cordoglio».

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martedì, 25 agosto 2009, 08:43
Stiamo chiedendo troppo ai nostri figli?

Una scuola più dura e una sfilza di attività «intelligenti» per riempire le loro giornate.
Forse serve una tregua...
 
Che le scuole medie, scuole dell’obbligo e, dunque, con garanzia quasi assoluta di promozione, fossero l’anello debole del nostro sistema scolastico era cosa nota:
fino a oggi lasciavano approdare alle superiori alunni spesso poco preparati, destinati a frequentissime bocciature.

Giusto, perciò, intervenire in quei tre anni cruciali durante i quali si finiva per dissipare il tesoretto di formazione ed educazione accumulato nel corso delle elementari, il cui livello è, a detta di tutti, sempre rimasto piuttosto alto.

Stando ai nuovissimi programmi, d’ora in poi ottenere i voti più alti agli esami di terza media sarà molto ma molto più difficile, in proporzione forse anche più difficile che conseguire valutazioni eccellenti alla maturità.

Con l’inizio dell’anno scolastico le famiglie si troveranno ad affrontare una scuola (dell’obbligo) che non conoscevano.

Una scuola con regole più dure, basate su rigore, impegno e meritocrazia. Un passaggio importante e sicuramente positivo.

Ma l’ansia che prenderà molti genitori è forse un’altra: dal rendimento nello studio al tempo (presunto) libero fuori dalle aule, stiamo forse chiedendo troppo ai nostri figli?

La spinta all’eccellenza in tanti campi è in linea con la nuova competitività che contrassegna la società e con un mercato del lavoro globale che non ha più nulla di familiare e di domestico, nulla di rassicurante e protettivo.

Regole che molto probabilmente non pochi immigrati di seconda generazione — cinesi in testa— hanno, stando alle cronache scolastiche, già pienamente assorbito. Il che dovrebbe fornire a tutti una ragione in più per riconoscerle e accettarle.

Resta il tormento di una pressione fortissima che costringe ragazzi di undici, dodici o tredici anni a inseguire attività e risultati travolgendo gli spazi di un’autodeterminazione più naturale.

La ricerca di un giusto equilibrio passa da una porta strettissima: non sarà facile mantenere una linea saggia, senza sbandamenti.

Vengono in mente a questo proposito certe famiglie, residenti soprattutto nelle grandi città, che costringono i figli a una serie di impegni extrascolastici fatti di sport, di studio di lingue, di corsi di ogni sorta, di pressanti allenamenti fisici e mentali che occupano in modo «intelligente» quasi tutte le loro giornate.

Un avvocato dei figli — se esistesse — chiederebbe ragionevolezza e tregua ai genitori: quello che conta è far capire ai giovanissimi che la vita è strada sicuramente in salita, ma non va affrontata divorando i tempi di una crescita che ha bisogno di ancorarsi — con lo studio — a poche cose preziose e formative.
Isabella Bossi Fedrigotti

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sabato, 22 agosto 2009, 08:25
PER QUESTI GIORNI DI CALDO

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giovedì, 20 agosto 2009, 18:46
il bambino che ignora il colore della pelle
Dalla scogliera di Trieste, tra una folla abitudinaria e tranquilla, una piccola lezione sull’identità e sull’amicizia
di Claudio Magris

Sulla riviera di Barcola, a Trieste.
Giorni fa, una madre ha redarguito il figlio, un bambino di quat­tro o cinque anni che giocava con un’in­cantevole coetanea — nera come l’eba­no, evidentemente adottata dai genitori, due tedeschi che si erano sistemati un po’ più lontano — sparando con una pi­stola ad acqua e scavalcando di corsa i corpi distesi al sole, per lui non ancora desiderabili o conturbanti.

Sgridato, il bambino protestava, dicendo che allora bisognava rimproverare pure la bambi­na.
«Quale bambina?», chiese la madre, che non la vedeva perché si era nascosta dietro un albero.
«Quella che parla che non si capisce niente», rispose lui, evi­dentemente colpito dal fatto che la picco­la chiamasse le cose in modo per lui in­comprensibile, un po’ arrabbiato di sco­prire che esse potessero avere altri nomi.

Non gli era passato per la mente di iden­tificarla con il colore della sua pelle, che pure spiccava nettamente anche accanto all’abbronzatura dei bagnanti;
quella diffe­renza di colore, che in altre situazioni ave­va provocato e potrebbe ancora provocare separazione e segregazione feroce, era irri­levante rispetto alla differenza tra l’italia­no e il tedesco.

Neppure quest’ultima, pe­raltro, aveva il potere di separarli, perché, appena riapparsa la bambina nel frattem­po debitamente ammonita (in tedesco) dai suoi genitori, i due avevano ripreso su­bito a rincorrersi e a spruzzarsi, ignari di aver tenuto una bella lezione sulla diversi­tà e sull’identità, temi del resto cari anche ai convegni cultural-balneari così frequen­ti sulle spiagge estive, almeno quelle un po’ più eleganti della scogliera di Barcola.

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martedì, 18 agosto 2009, 19:32
è nata CLARA
neonato (Fonte foto non trovata)  
           
Felicitazioni ai genitori e
alle nonne Teresa e Laura.

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giovedì, 23 luglio 2009, 09:40
Ogni ora di Tv «ruba» 700 parole dei genitori

Che guardare la Tv non giovi alla conversazione è abbastanza intuitivo, che rallenti lo sviluppo del linguaggio nei bambini forse meno, ma ora una nuova ricerca ci dice, con precisione, quanto la tv nuoccia alla comunicazione di grandi e piccini e, soprattutto, tra grandi e piccini.

Un' ora di "esposizione" ai programmi equivale, per un genitore, a circa 700 parole in meno rivolte al figlio, mentre per il bambino ogni ora di Tv corrisponde a un calo di circa un quarto sia del numero sia della durata dei vocalizzi o delle parole

E chi si illude che guardare insieme ai bambini un programma o un film adatto allo loro età incoraggi lo scambio di parole, deve ricredersi

Qualsiasi spettacolo i bambini guardino, con gli adulti o da soli, l' effetto è lo stesso: «più Tv, meno sviluppo del linguaggio», come sintetizza Dimitri Christakis, autore dello studio, pubblicato su Archives of Pediatrics & Adolescenti Medicine di giugno.

Christakis, direttore del Centro per la salute, il comportamento e lo sviluppo infantile, dell' Università di Washington, a Seattle, è d' altronde uno dei grandi critici della Tv, in un suo libro l' ha definita "L' elefante in salotto".

Per quest' ultima ricerca (condotta su 329 bambini dai 2 ai 48 mesi e i relativi genitori, seguiti in media per 6 mesi, in giorni assegnati ai genitori secondo criteri casuali) si è servito di un registratore messo nella tasca dei vestiti dei piccoli con un software in grado di analizzare e distinguere le vocalizzazioni (o le parole) emesse dai piccoli, le voci degli adulti e i suoni provenienti dalla Tv.

E l' originalità dello studio sta anche in questo dispositivo che ha permesso valutazioni molto più accurate rispetto a quelle contenute in precedenti ricerche basate su testimonianze e trascrizioni.

«Ben venga ogni ricerca che ci mette in guardia da un uso troppo precoce o eccessivo della Tv, - commenta Anna Oliverio Ferrris, docente di psicologia dell' età evolutiva all' Università La Sapienza di Roma - ma i primi studi sul ritardo linguistico legato alla televisione sono stati fatti 15 anni fa dall' Università di Cambridge e da allora le ricerche si sono succedute a centinaia.
Ma mentre noi continuiamo a discutere, vengano messi in vendita video per bambini di soli 6-9 mesi e si pretende che ci siano programmi, o video, che dovrebbero addirittura incoraggiare lo sviluppo intellettivo dei bambini, fino a farne dei geni».

Ma la Tv è proprio così dannosa per il linguaggio?
Non si sostiene che abbiamo imparato l' italiano proprio dallo schermo?

«Può essere vero per gli adulti, ma per i bambini non funziona. I piccoli hanno bisogno di un apprendimento attivo: debbono poter interagire con chi parla con loro.
Con la Tv non si dialoga, ci si limita ad ascoltare.
Vogliamo ricordarci della Montessori che ci ha spiegato come i bambini imparino facendo?
I piccoli debbono vivere nella realtà reale, quella virtuale può venire solo dopo».
Dopo quando?
«Non prima dei 4 anni - conclude Anna Oliverio Ferraris - se non vogliamo danneggiare, insieme alle capacità linguistiche, quelle intellettive e la creatività.
E, anche a 4 anni, Tv con moderazione: una ventina di minuti al giorno e solo programmi adatti all' età.
Non mi si venga poi a dire che già da piccolissimi i bambini sono interessati allo schermo: sono semplicemente ipnotizzati».
Natali Daniela

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mercoledì, 22 luglio 2009, 13:57
IL PRINCIPIO DEL VUOTO

ashes and snow by Gregory Colbert

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mercoledì, 08 luglio 2009, 08:10
Le 10 STORIE più belle di sempre.Ecco come FAR LEGGERE i bambini.

Un'estate solo di playstation e tv abbassa il quoziente intellettivo .

Da noi le vacanze scolastiche durano all'incirca tre mesi,un interregno fatale per il cervello di bambini e ragazzi, in quanto la mancanza di esercizio mentale non soltanto abbassa il loro livello di lettura,ma fa anche precipitare di un paio di punti il loro quoziente intellettivo.

E se i figli delle classi alte più o meno riescono a salvarsi da questo infausto destino in quanto i genitori li iscrivono a corsi estivi o insistono perché si dedichino ogni tanto alla lettura,gli altri, lasciati per due mesi a televisione e playstation,vedono precipitare in modo significativo le loro capacità di apprendimento.

Una lista di libri per l'estate di bambini e ragazzi italiani potrebbe comprendere:

1)Emilio Salgari. «La tigre della Malesia» è sempre viva. Malgrado l'Oriente non sia più così misterioso, la serie dei pirati inventata dallo scrittore veronese continua a far sognare.

2)«Zanna bianca» di Jack London. Come erano miserabili i cacciatori di pellicce e come erano intelligenti gli animali braccati, nel segno di un nobile animalismo ante litteram che i ragazzi di oggi apprezzano forse anche più di quelli di ieri. Per maschi, certo, ma se le rudi avventure estreme elettrizzavano le bambine antiche, figurarsi quelle moderne.

3)«La mia famiglia e altri animali» di Gerald Durrell, scrittore ed etologo che, per la gioia particolare dei giovani lettori, ha raccontato con uguale umorismo i comportamenti strampalati, imprevedibili, un po' pazzi di familiari e animali.

4)«La fabbrica di cioccolato» di Roald Dahl, tra i primi autori a capire che ai ragazzini piacciono — anche — l'horror, la paura e gli eroi malvagi (ma un po' ridicoli): non sempre solo storie etiche troppo melense per le nuove generazioni.

5)La serie di Harry Potter. Le avventure dell'apprendista mago piacciono ai bambini americani come a quelli italiani. E spesso rappresentano ciò che lo spinello rappresenta per la droga pesante: la porta d'ingresso dalla quale non c'è ritorno.

6)La serie di Geronimo Stilton, il sapiente topo giornalista di origine italiana che, incredibile ma vero, è riuscito, quasi, a fare le scarpe a un mitico topo americano.

7)La serie gialla del «Battello a vapore» perché, sulla falsariga di quel che succede tra i lettori grandi, anche tra quelli piccoli giallo e mistero conquistano sempre più.

8)«Cipollino» di Gianni Rodari, ma va bene anche un altro dei suoi tanti titoli, «alimento» quasi obbligatorio per i giovani lettori italiani, grazie alla perfezione dello stile che dà l'impressione di poter «bere» il libro in pochi lunghi sorsi.

9)«Diario di una schiappa» irresistibile memoriale di un ragazzino sfigato a cui vanno tutte storte. Fino a un certo punto, però, perché poi c'è la rivincita che lascia sperare in un domani luminoso i tanti che si sentono, appunto, schiappe.

10) Ultima della lista: «La Primula Rossa», perché tra i tanti aristocratici malvagi e codardi della letteratura,il protagonista, sir Percy, è un nobile altruista e coraggioso, «resistente» contro la rivoluzione francese.

Isabella Bossi Fedrigotti

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domenica, 05 luglio 2009, 13:14
CORALINE e la porta magica

Il racconto animato di Henry Selick è un vero capolavoro a sorpresa della stagione.

Non fatevi ingannare: sembra un film per bambini, realizzato con i pupazzi animati (ma è sconsigliato ai troppo piccoli: meglio dagli otto, dieci anni in su), invece è un’opera straordinariamente adulta, che ribalta la struttura della fiaba per affrontare temi e problemi decisamente «da grandi», dal rapporto genitori-figli all’ingannevolezza dei desideri indotti.

 Il FILM a cura di Paolo Mereghetti

coraline

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mercoledì, 01 luglio 2009, 16:18
DOLOMITI: patrimonio dell'UMANITA'

L’Unesco ha inserito le Dolomiti nella lista del  Patrimonio Universale dell'Umanità .

II riconoscimento non era scontato e del resto le Dolomiti sono quello che si dice un sito “seriale”, costituito cioè da più luoghi e da una condizione istituzionale diversificata. Si trattava di coordinare il lavoro di cinque province in Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli.

Nove gruppi dolomitici per un'estensione complessiva di 142 mila ettari, cui si aggiungono altri 85 mila ettari di "aree cuscinetto", per un totale di 231 mila ettari, suddivisi tra le province di Trento, Bolzano, Belluno, Pordenone e Udine: questo il nuovo patrimonio dell'umanità sancito dall'Unesco a Siviglia (26 giugno 2009). 

Ha vinto il modello di partecipazione avviato fra diversi enti, puntando non alla suddivisione amministrativa, ma all’unità del territorio.

 Le Dolomiti sono uno dei gioielli più ammirati della catena alpina italiana. La loro conformazione geologica originale si deve al fatto che si sono formate per sedimentazione – di una roccia chiamata “dolomia” - e non per corrugamento, come è avvenuto invece per le Alpi occidentali. Il colore chiaro delle vette, in grado di riflettere la luce con bellissimi effetti cromatici e le caratteristiche delle sue vette hanno fatto del gruppo montuoso meta frequentatissima da generazioni di grandi alpinisti e buona destinazione turistica per la stagione invernale e estiva.

Con le Dolomiti, i siti italiani patrimonio dell'Unesco diventano 44 e l'Italia e' il Paese che ha il maggior numero, davanti alla Spagna, che ne ha 40.

Ecco l'elenco dei siti italiani:
1 - Arte rupestre della Valcamonica
2 - Centro storico di Roma, le proprieta' extraterritoriali della Santa Sede nella citta' e San Paolo Fuori le Mura (Italia-Citta' del Vaticano)
3 - La chiesa ed il convento domenicano di Santa Maria delle Grazie a Milano con "L'ultima cena" di Leonardo da Vinci
4 - Centro storico di Firenze
5 - Venezia e la sua laguna
6 - La piazza del Duomo di Pisa
7 - Centro storico di San Gimignano in Toscana
8 - I Sassi e il Parco delle chiese rupestri di Matera
9 - La citta' di Vicenza e le Ville del Palladio nel Veneto
10 - Centro storico di Siena
11 - Centro storico di Napoli
12 - Crespi d'Adda
13 - Ferrara citta' del Rinascimento e il suo delta del Po
14 - Casteldelmonte
15 - I trulli di Alberobello
16 - Monumenti paleocristiani di Ravenna
17 - Centro storico della citta' di Pienza
18 - Aree archeologiche di Pompei, Ercolano e Torre Annunziata
19 - Il Palazzo Reale di Caserta con il parco, l'Acquedotto
vanvitelliano e il Complesso di S. Leucio
20 - Costiera Amalfitana
21 - Modena: Cattedrale, Torre Civica e Piazza Grande
22 - Portovenere, Cinque Terre e Isole (Palmaria, Tino e
Tinetto)
23 - Residenze Sabaude
24 - Su Nuraxi di Barumini
25 - Area archeologica di Agrigento
26 - Villa romana del Casale a Piazza Armerina
27 - Orto Botanico di Padova
28 - Area archeologica di Aquileia e basilica Patriarcale
29 - Centro storico di Urbino
30 - Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano con i siti
archeologici di Paestum e Velia e la Certosa di Padula
31 - Villa Adriana a Tivoli
32 - Assisi, la Basilica di San Francesco e altri siti
francescani
33 - Isole Eolie
34 - Citta' di Verona
35 - Villa d'Este a Tivoli
36 - Citta' Barocche della Val di Noto
37 - Sacri Monti di Piemonte e Lombardia
38 - Val d'Orcia
39 - Necropoli etrusche di Cerveteri e Tarquinia
40 - Siracusa e la Necropoli rocciosa di Pantalica
41 - Genova, le Strade Nuove e il sistema dei palazzi dei Rolli
42 - Mantova e Sabbioneta
43 - Ferrovia retica nel territorio di Albula/Bernina
(Italia/Svizzera)

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domenica, 21 giugno 2009, 12:22
G8-Le LE DOLOMITI abbracciano l'AFRICA - Catena umana attorno alle TRE CIME.

CATENA UMANA ATTORNO ALLE TRE CIME DI LAVAREDO
UOMINI E DONNE SI TENGONO PER MANO PER L’AFRICA

DOMENICA 5 LUGLIO 2009 – ORE 12,00

PERCHE’ LE DOLOMITI?
Le Dolomiti rappresentano il punto d’incontro naturale tra Africa e Europa: queste montagne uniche al mondo sono infatti nate 230 milioni di anni fa proprio a causa delle forze sollevatrici dovute all’impatto tra le placche dell’Africa e dell’Europa. Possono dunque rappresentare la cerniera naturale tra i continenti, un luogo d’incontro simbolico creato da madre natura.

PERCHE’ LE TRE CIME DI LAVAREDO?
Le Tre Cime di Lavaredo, montagne famose in tutto il mondo quali simbolo delle Dolomiti, rappresentano una trinità naturale che si eleva verso il cielo. Da sanguinoso teatro della Grande Guerra diverrebbero simbolo di pace, giustizia e uguaglianza per l’Africa, diritti richiesti a gran voce dagli uomini e donne che si terranno per mano in un abbraccio simbolico tra i due continenti. L’elevazione delle cime verso il cielo condurrà simbolicamente queste voci di speranza verso l’Infinito.
Contemporaneamente questa trinità naturale può simboleggiare tre degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio che legano indissolubilmente nei loro contenuti i destini dei due continenti:
1) SRADICARE LA POVERTA’ ESTREMA E LA FAME
2) GARANTIRE LA SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE (ivi compreso l’accesso all’acqua potabile)
3) SVILUPPARE UN PARTENARIATO MONDIALE PER LO SVILUPPO

PROPOSTE DI EVENTI CORRELATI ALLA
CATENA UMANA ATTORNO ALLE TRE CIME DI LAVAREDO:

- Catene umane da realizzare in contemporanea nelle altre nazioni del G8.

- Per lo stesso giorno, richiedere ai Sindaci delle maggiori città italiane di spegnere le luci dei più importanti monumenti d’Italia, per dare maggiore voce alle richieste per l’Africa. La proposta potrebbe essere allargata alla gente comune, sino a raggiungere il simbolico numero di 30,000 luci oscurate: così, ogni luce spenta simboleggerebbe una delle 30,000 vite che ogni giorno si spengono per cause legate all’estrema povertà.

- Registrazione delle voci delle persone che partecipano alla catena umana, le quali lasciano la propria firma vocale – nome e cognome – con un messaggio come “stop alla povertà”(stop to poverty) o “manteniamo/mantenete la promessa” (“keep the promise”) che poi verrebbero trasmesse in forma di jingle durante la programmazione di radio e tv nazionali nei giorni del G8 italiano. Realizzazione di un cd con i messaggi vocali della gente comune e delle personalità da far pervenire a ognuno dei leaders dei G8 nel giorno in cui nell’agenda degli incontri ci saranno i temi legati agli aiuti alla cooperazione internazionale e al Sud del mondo.

- Ogni persona che parteciperà alla catena raccoglie due sassolini. Uno dei due viene lì verniciato di rosso e messo in un sacchetto. Al rientro nelle proprie comunità (nazioni, regioni, provincie, comuni) ognuno assume l’impegno di consegnare il sassolino rosso a un responsabile della propria amministrazione pubblica, con la spiegazione dell’iniziativa e del significato di responsabilità che questo sasso, emerso dall’incontro di Africa ed Europa, ha in una prospettiva di incontro e impegno per i diritti e la condizione umana.
L’altro sassolino verrà custodito da ognuno come impegno personale per sostenere e sentirsi responsabili in prima persona del peso delle promesse/impegni che noi, assieme ai nostri rappresentanti ed esponenti istituzionali (dalle amministrazioni locali ai governi) ci assumiamo verso il Sud del mondo.

Tra un anno, se le promesse e gli impegni saranno stati mantenuti, sarà possibile andare a recuperare il sassolino rosso lasciato ai responsabili dell’amministrazione pubblica e schiarirlo con il bianco (colore della global call to action against poverty e simbolo delle campagne che in tutto il mondo promuovono l’aiuto e la cooperazione verso il Sud del mondo) e far ritornare al rosa “originale” delle Dolomiti il suo colore (che tornerà quindi ad assomigliare a quello custodito personalmente).

- Incontri in scuole - di ogni ordine e grado - e presso associazioni e gruppi per la formazione e l’introduzione degli studenti e della società civile alle tematiche e ai concetti relativi al summit del G8 e all’impegno che i Paesi più industrializzati, dalle amministrazioni ai cittadini, possono assumere ed hanno assunto nei confronti dei Paesi Sud del mondo.

L'EVENTO SARA'SU:
WWW.DOLOMITAFRICAG8.ORG

Organizzatori, promotori, aderenti:
Comune di Auronzo di Cadore, ONG Associazione Gruppi "Insieme si può...", AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani),Amnesty International, Jardin de Los Ninos Onlus, Centri Missionari Diocesani del Triveneto, Centro Missionario Diocesano di Belluno-Feltre, Movimento Giovanile Missionario, Banca Etica, SFT, Incontro fra i popoli, CAI Club Alpino Italiano, C.N.S.A.S. (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico),Acli,Emergency Belluno,Centro Cultura Tibetana Milano...

da  ZOES Andrea Tracanzan

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martedì, 26 maggio 2009, 20:31
arriva la generazione dei «NATIVI DIGITALI»

I bambini di oggi che crescono con l'elettronica avranno il cervello più sviluppato per certe facoltà e meno per altre
«Avranno attitudini multitasking sbalorditive, ma difficoltà a vivere le emozioni»

Fin da piccolissimi con il telefonino o con il telecomando fra le mani. Per non parlare della precocissima confidenza con i videogame. I bambini di oggi già all'asilo hanno capacità di decrittare icone su televisioni e computer. Come saranno una volta adulti?

«Dal 2000 circa in poi il genere umano ha subito un'ulteriore evoluzione. Dopo l'Homo sapiens sapiens è la volta della generazione dei nativi digitali. Una nuova umanità figlia di cellulari e videogiochi, che ha già un cervello diverso dal nostro» ha spiegato all'agenzia Adnkronos Salute Tonino Cantelmi, docente di psichiatria dell'Università Gregoriana di Roma e presidente dell'Associazione italiana psicologi e psichiatri cattolici.

«Abbiamo esaminato un vasto campione di bimbi, nati a partire dal 2002. Concentrandoci sulle caratteristiche dei nativi digitali, figli della "generazione di mezzo" e nipoti dei "predigitali" - chiarisce lo psichiatra, che a questo tema ha dedicato un libro, «L'immaginario prigioniero» (Mondadori), scritto con la psicoterapeuta Maria Rita Parsi -

Questi piccoli hanno un apprendimento più percettivo e meno simbolico, e sono dotati di abilità viso-motorie eccezionali. Una volta adulti - aggiunge - saranno spesso uomini e donne incapaci cioè di riconoscere le emozioni interne, ma abilissimi a rappresentarle». Inoltre saranno ragazzini e poi giovani «multitasking», capaci di utilizzare contemporaneamente vari mezzi tecnologici senza timore o paura.

SARÀ DIFFICILE «CAPIRLI» - Per la generazione dei nativi digitali, che in questi anni sono ancora sui banchi di materna ed elementare, «le emozioni non sono vissute, ma piuttosto rappresentate. Saranno abilissimi a tecnomediare le relazioni. E, naturalmente, comunicare con loro sarà difficile sia per la generazione di mezzo, che per i predigitali», prevede Cantelmi. Infatti l'uso di vari strumenti tecnologici fin da bambini attiva aree cerebrali differenti. E predispone a svelare senza fatica i segreti delle strumentazioni più high-tech.

Tutti genietti del computer, dunque? «Non solo, questa generazione - racconta lo psichiatra - nasce con l'esperienza della democrazia dal basso. La pressione del gruppo di coetanei con cui si condividono le chiacchiere digitali sarà fortissima, e presto sulla rete si commenteranno eventi e avvenimenti, piccoli e grandi». Dall'uscita di un film in 3D, all'apertura del negozio sotto casa.

Il futuro dei nativi digitali, secondo Cantelmi, è sempre più scritto nei blog. E la Rete «muterà per alimentare le passioni e i modi di socializzazione di questa generazione in crescita. Affamata di novità - conclude - e bravissima a sintetizzare con un'icona i suoi messaggi al clan degli amici», via mail su telefonini sempre più ricchi di applicazioni.
(Corriere della Sera)

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giovedì, 21 maggio 2009, 22:18
Le Vaccate

Le classi seconda e terza elementare di Vodo di Cadore sono andate a visitare una fattoria per vedere come si fa il latte.
Se lo volete sapere anche voi cliccate su Le Vaccate .

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lunedì, 18 maggio 2009, 11:11
belluno BALOCCHI

belluno_balocchi058

se vuoi saperne di più clicca qui

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giovedì, 30 aprile 2009, 11:32
i nostri figli senza maestri

I RAGAZZI E I SILENZI DEGLI ADULTI
di Isabella Bossi Fedrigotti

Dei giovani e giovanissimi, dei loro problemi, dei loro allarmi, della loro violenza, dei terrificanti crimini che riescono a commettere quando ancora, almeno in teoria, devono rispettare l’orario di rientro dettato dai genitori, dopo un momentaneo commento incredulo e sbigottito, si tende a tacere. E così gli accoltellamenti, le rapine, le aggressioni, gli stupri di gruppo, gli assassini per opera di adolescenti o poco più transitano veloci, giorno dopo giorno, negli spazi delle cronache nere senza che ci prendiamo la briga di riflettere davvero su cosa sta succedendo nella nostra società. Di loro, dei ragazzi, quando li arrestano, si coglie per lo più la freddezza e l’indifferenza, non solo per le vittime ma anche per i propri cari e il proprio destino, quasi che qualsiasi cosa—compreso il carcere — fosse preferibile all’insopportabile noia che li affligge. E sembra specchiarsi, quest’indifferenza, nel loro abbigliamento, sempre uguale, jeans, scarpe sportive e felpa, del tutto indifferente a diversi luoghi e occasioni: casa, scuola, lavoro, pub, sport oppure discoteca.

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domenica, 26 aprile 2009, 04:13
25 aprile

Il 10 luglio 1943 gli Alleati sbarcavano in Sicilia.
Era l’inizio della liberazione d’Italia.

Tutto cominciò con la presa di Pantelleria, poi, nell’arco
di un mese,
le forze anglo-americane liberarono l’intera isola.
Il 25 aprile è la Festa della Liberazione:

ricordiamoci che uomini e donne di tutte le età sono morti
allora, per garantirci i diritti democratici dei quali oggi godiamo.
Grazie a loro.

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lunedì, 20 aprile 2009, 11:12
COME TU M'INSEGNI di Stefania Rimini

A scuola bisogna far quadrare i conti e non è un’operazione semplice. Quest’anno la cifra che le scuole possono iscrivere in bilancio per il funzionamento, dalle fotocopie alla cancelleria, dalla bolletta del telefono alla carta igienica, è pari a zero euro, perché il Ministero non ha ancora comunicato gli importi. Per risparmiare 280 milioni di...qui il VIDEO

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mercoledì, 08 aprile 2009, 09:43
Buona Pasqua

buona pasqua

"Se vuoi andare veloce vai da solo,
se vuoi andare lontano vai con gli altri
"
Proverbio Africano

BUONA PASQUA
Il Dirigente Scolastico e Collaboratori dell'Istituto Comprensivo di Cortina d'Ampezzo

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lunedì, 06 aprile 2009, 19:22
terremoto L'Aquila

Condividiamo il vostro dolore

È possibile dare il proprio contributo tramite versamento con bonifico bancario (le coordinate sono: Intesa-San Paolo, Abi 3069, CAB 05061, conto corrente numero 1000/144 intestato a «Un aiuto subito — Terremoto dell’Abruzzo». Codice IBAN: IT 03 B 03069 05061 100000000144).

Per chi fa donazioni dall'estero utilizzate il seguente codice BIC: BCITITMM

Oppure, tramite carta di credito (CartaSi, MasterCard, Visa, American Express) chiamando i seguenti numeri: Numero Verde CartaSi 800317800 (da alcuni cellulari è necessario premettere «12»), dall’estero .

Anche gli operatori di telefonia mobile Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia, d’intesa con il Dipartimento della Protezione civile, hanno attivato il numero solidale: 48580. Con ogni sms inviato a quel numero si darà 1 euro al Dipartimento della Protezione civile per il soccorso e l’assistenza.

Inoltre sarà possibile donare 2 euro attraverso una chiamata da rete fissa di Telecom Italia, utilizzando sempre lo stesso numero: 48580.

Per offrire alloggio ai terremotati contatta la protezione civile al numero verde 800860146.

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domenica, 05 aprile 2009, 19:32
come proteggere i vostri bambini dai contenuti indesiderati di Internet

Proteggere i bambini dalla pornografia su Internet è un modo efficace di prevenire il rischio della pedofilia. I pedofili "pentiti" spiegano che adescano facilmente le loro vittime perché poco sensibili alle immagini erotiche: non si spaventano quando ne ricevono una con la proposta di imitare chi è rappresentato nelle fotografia. Non reagiscono più con "spavento" e ricorrendo alla mamma o al papà: abituati all'esposizione continua alla pornografia tramite TV, giornali, riviste e cartelloni pubblicitari, i bambini cadono più facilmente nelle trappola dell'adescamento. Siccome tramite Internet è facilissimo accedere a immagini e filmati pornografici, anche molto "spinti", un genitore che vuole tutelare i propri figli deve adoperare sistemi di controllo PARENT CONTROL.

In Internet, per esempio, è possibile selezionare portali protetti, con contenuti specificatamente pensati per i più piccoli.
Ed ancora, nella Rete sono presenti siti che consentono di scaricare i cosiddetti filtri, particolari prodotti software che hanno lo scopo di impedire l'accesso ai contenuti non desiderati.
Con Internet Explorer e Netscape Navigator è possibile impostare dei filtri che garantiscono ai più piccoli una “navigazione protetta”.
Ecco come attivare i filtri:
  • Avviare Internet Explorer e selezionare Opzioni Internet dal menù Strumenti
  • Ciccare su Contenuto
  • Selezionare Attiva da Restrizioni d’Accesso
    (si aprirà una finestra in cui si immetterà una password per impedire a terzi di modificare le impostazioni)
  • Ciccare sul pulsante Impostazioni e inserire la password precedentemente  creata (si aprirà una finestra in cui compare il software RSACi con i relativi filtri)
  • Selezionare i filtri che ci interessa attivare spostando il dispositivo di scorrimento a seconda della restrizione che si vuole adottare

    Dal momento che RSACi non contiene una catalogazione di tutti i siti on-line,è opportuno applicare la restrizione d’accesso anche per i siti non ancora classificati.Per fare questo basta ciccare su Generale e nella sezione Opzioni Utente,deselezionare la casella di controllo Visualizzazione Di Siti Senza Restrizioni e,una volta terminate queste operazioni,ciccare su Applica.
Oppure acquistare prodotti comprendenti prettamente soluzioni di: antivirus, antispam, antispyware, firewall Parental Control e security management...
Comunque il miglior filtro contro i rischi che si possono nascondere nella rete sono la guida e il controllo da parte dei genitori. 

Vademecum per i genitori

I nostri figli, sempre più attirati dalla Rete, possono trovare nel web tante opportunità, ma anche insidie. Per prevenire situazioni di rischio è bene accompagnare i più piccoli nella navigazione. Ecco i consigli dell'Eurispes:

1 - Il computer deve essere posizionato al centro dell'appartamento, mai nella stanza del bambino.

2 - Stabilire regole ben precise su come e quando utilizzare Internet.

3 - Conoscere gli amici on-line dei figli.

4 - Leggere le e-mail con i figli. Molti pedofili attaccano alle e-mail foto di pedopornografia con il fine di convincere che altri bambini compiono atti sessuali.

5 - Installare un software che memorizzi i siti visitati dal bambino.

6 - Assicurarsi che i bambini non possano incontrare nessuno, nella vita reale, conosciuto on-line, senza il consenso dei genitori.

7 - Usare appositi software di protezione, che riconoscono alcune parole chiave impedendo l'accesso a siti pornografici.

8 - Tenere lontani i bambini dalle chat-room o da Irc, a meno che non siano state controllate prima.

9 - Far capire ai propri figli di non dare alcuna informazione personale (città, scuola frequentata...).

10 - Cercare di usare Internet insieme ai propri figli.

 Vademecum per i bambini
Dare consapevolezza ai più piccoli, per renderli più liberi di navigare in Internet conoscendone i possibili pericoli.Cinque regole da far conoscere ai nostri figli, per insegnare loro a sfruttare solo il "buono" della Rete.

1 - Quando sei su Internet non dare mai a nessuno il tuo indirizzo di casa, il tuo numero di telefono o il nome della tua scuola, a meno che i tuoi genitori non ti diano il permesso.

2 - Non prendere appuntamenti con persone conosciute su Internet, anche se dicono di essere tuoi coetanei, senza prima aver chiesto il permesso dei tuoi genitori e fai venire anche loro al primo incontro.

3 - Se frequenti una chat room e qualcuno ti dice qualcosa di strano o preoccupante (ad esempio fa discorsi sul sesso), parlane appena possibile con i tuoi genitori.

4 - Non rispondere mai a e-mail o messaggi fastidiosi o velati, specie se di argomento sessuale, e se ti capita di notare fotografie di persone adulte o bambini nudi parlane sempre ai tuoi genitori.

5 - Ricorda che se qualcuno ti fa un' offerta che sembra troppo bella per essere vera, probabilmente non è credibile.



SITO DELLA POLIZIA DI STATO

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sabato, 28 marzo 2009, 18:51
ciao ELENA


elena

Ele abbiamo cercato le parole giuste per salutarti ma sono rimaste incastrate nei pensieri di ognuno di noi…
Abbiamo allora rubato le parole ad un poeta, ma sembra che sia stato lui a rubarle a te…
Ciò che per lui è stato solo un rimpianto, è stato per te un modo di vivere ...

Se avessi un pezzo di vita... probabilmente non direi tutto quello che penso, ma sicuramente penserei molto a quello che dico.
Darei valore alle cose, non per quello che valgono, ma per quello che significano.
Dormirei poco, sognerei di più; capisco che per ogni minuto che chiudiamo gli occhi, perdiamo sessanta secondi di luce.
Ascolterei quando gli altri parlano e mi godrei un buon gelato di cioccolata.
Dio mio, se avessi un pezzo di vita... non lascerei passare un solo giorno senza ricordare alla gente che le voglio bene, che l'amo.
Ho imparato che tutto il mondo vuole vivere in cima alla montagna, senza sapere che la vera felicità è nella maniera di salire la scarpata.
Ho imparato che un uomo ha il diritto di guardare un altro uomo dall'alto, soltanto quando deve aiutarlo ad alzarsi.
Dì sempre ciò che senti e fa’ ciò che pensi. Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti guardo mentre ti addormenti,ti abbraccerei fortemente.
Sempre c’è un domani e la vita ci dà un’altra possibilità per fare le cose bene, ma se mi sbagliassi e oggi fosse tutto ciò che  ci rimane, mi piacerebbe dirti quanto ti amo, che mai ti dimenticherò.
Il domani non è assicurato per nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l’ultima volta che vedi chi ami.
Perciò non aspettare oltre, fallo oggi, perchè se il domani non arrivasse, sicuramente compiangeresti il giorno che non hai avuto tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio e che eri troppo occupato per regalare un ultimo desiderio.
Tieni chi ami vicino a te, digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il tempo per dirgli "mi spiace", "perdonami", "per favore", "grazie" e tutte le parole d’amore che conosci. Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi al Signore la forza e la saggezza per esprimerli. Dimostra ai tuoi amici e ai tuoi cari quanto li ami".


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... nel blog dell'Istituto Comprensivo di Cortina d'Ampezzo BL
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L’Istituto Comprensivo di Cortina d’Ampezzo (Bl) Veneto Italy, nato nell’anno scolastico 1999/2000, è costituito da sette plessi scolastici ed è esteso ai Comuni di Borca di Cadore – Cibiana di Cadore – Cortina d’Ampezzo – S. Vito di Cadore – Vodo di Cadore. Il territorio su cui opera è situato in area montana lungo l’alta valle del Boite...(vedi POF sul sito dell'istituto)

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autunno,inverno...
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::the village::
::l'ottavo giorno::
::il padre di giovanna::
::il grande silenzio::
::il vento fa il suo giro::
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::le vite degli altri::
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